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Voto 7 su RockGarage nonostante la troppa elettronica ;)

Bright Lights Apart – Post Utopia Soundscapes

by Marcello Zinno

Avevamo conosciuto questo combo già dai tempi del precedente As Everything Falls Apart di cui avevamo parlato a questa pagina, album che si tuffava nell’elettronica ma lo faceva con un approccio da live band; loro stessi citano i Prodigy come fonte di ispirazione, una band che gioca con effetti e “manopole” varie ma poi on stage arriva dritta con la sua irruenza e gli strumenti “tradizionali”. Ci erano piaciuti, pur muovendosi su di un filo di rasoio, sul limite del burrone, essendo molto più vicini alla scena elettronica che non a quella rock. Ma oggi forse quel limite lo hanno sorpassato. Provate ad ascoltare The Effects e a immaginarvela suonata on stage, quali strumenti trovereste? E lo stile resta così per gran parte dell’album che affonda le mani nell’elettronica. Il chorus di Bad Morning Coffee (al contrario di quello di Uncomfortable Intents) e il riffing di Anthems For Urban Hooligans sono alcuni dei pochi momenti che sembrano suggerirci che c’è ancora una band a tutti gli effetti dietro questo lavoro, ma nel complesso passaggi come questi sono rari e marginali rispetto all’elettronica da rave party profusa in Post Utopia Soundscapes.Probabilmente chi consuma quotidianamente questa proposta musicale può apprezzare meglio di noi l’accelerata sintetica dei Bright Lights Apart. Noi constatiamo purtroppo che l’appeal da rock band si è ridotto con questo secondo album.

Bright Lights Apart – Post Utopia Soundscapes

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