Posted by: Sir McMiles Recensioni 0 comments

Recensione su Traks

BRIGHT LIGHTS APART TRACCIA PER TRACCIA

L’apertura del disco è già uno strappo violento: Post Utopia Party è immersa in violente atmosfere Nineties, con influeze prodigyose piuttosto trasparenti.

Bad Morning invece ha un cantato sostanzialmente emo/nu metal, accoppiato con sonorità techno che riempiono le casse.

Si va sul fantascientifico con The Effects, ritmi leggermente più controllati ma synth che scappano un po’ da tutte le parti.

Con Metropolitan Poem siamo di fronte a un pezzo muscolare, con drumming molto sonoro ma anche capace di qualche sfumatura e di influenze new wave.

La muscolarità, peraltro, non si perde ma si accentua su Uncomfortable Intents, un rock electro con qualche scintillio anni Ottanta e una struttura fluida.

C’è il pianoforte, sia in versione dolce sia più tonante, ad aprire con le proprie note Worn Out, che però presto aggiunge forza elettrica al discorso.

Si chiude con una vividissima Anthem for Urban Hooligans, inno al ribellismo, corroborato da dosi molto generose di elettricità.

Un disco molto vibrante e potente, il nuovo dei Bright Lights Apart, animato da forze significative e senza paura di alzare la voce, oltre che senza pause. Un pugno nello stomaco, un salto dalla sedia ma anche un balzo in avanti per la band.

Bright Lights Apart: “Post Utopia Soundscapes”

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